Cosa vogliono gli utenti quando utilizzano un voicebot

Ecco alcune questioni di cui tenere conto quando si ha a che fare con lo sviluppo di un voicebot.
Per prima cosa, senza molta sorpresa, il pubblico preferisce avere a che fare con una voce che non sembri sintetizzata, ma che risulti pienamente umana (per il 70,8%).
È da annotare, tuttavia, che nel gruppo di età compreso tra i 30 e i 59 anni, chi preferisce una voce umana scende al 66,1%. Della serie preferisco sapere con chi sto parlando.
Non vi sono invece grandi differenze se si va ad analizzare le preferenze riguardo al genere della voce: nel caso di voce umana naturale vi è solo una differenza de 2,3% tra gli utenti che preferiscono la voce naturale femminile e quelli che preferiscono la maschile (a sfavore di quest’ultima).
La differenza percentuale cresce al 12,5% a favore della voce sintetica femminile rispetto a quella sintetica maschile, indice che la voce sintetica di genere femminile è più tollerata rispetto a quella maschile (da notare che sia gli utenti uomini che quelli donna preferiscono la voce sintetica di tipo femminile).
Altro fattore importante per una buona UX è capire quanto debba essere lungo il dialogo voicebot prima che diventi noioso per gli utenti.
Nell’analisi si è utilizzato un’interazione vocale divisa in due parti: un’introduzione e un testo/elenco.
Ai gruppi veniva sottoposta 4 UX in cui venivano alternati: introduzione e elenco brevi, introduzione e elenco lunghi, introduzione lunga e elenco breve e introduzione breve ed elenco lungo.

Questi i risultati:

  • L’81,8 per cento trovavano la prima esperienza (intro e elenco lunghi) troppo lunga;
  • nel caso di introduzione corta ed elenco lungo il 50% trovava la UX adeguata, il 50% troppo lunga;
  • nel caso di introduzione lunga ed elenco corto il 55,6% trovava la UX adeguata, il 44,4% troppo lunga;
  • nel caso in cui si aveva intro e elenco corto il 54,5% trovava la UX adeguata, il 27,3% troppo lunga, mentre il 18,2% la trovava troppo corta.


Ecco quindi una serie di considerazioni che si possono fare:

  • il 18% degli utenti considera la UX con intro corta/elenco corto “troppo corta”, cosa che non succede negli altri casi;
  • nei gruppi due, tre e quattro (cioè nei casi in cui almeno una delle due parti è corta) quelli che considerano l’esperienza adeguata sono compresi tra il 50-56%, non vi sono cioè grandi variazioni;
  • nei gruppi che avevano entrambi una configurazione di elenco breve, la differenza tra i gruppi che considerano l’esperienza adeguata è minima, a dimostrazione che la lunga introduzione era più tollerabile della lunga lista, che diventa noiosa in un dialogo parlato.
  • ma soprattutto: nel disegnare l’architettura conversazionale del vostro voicebot siate concisi!

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