Riconoscimento vocale e bias razziali

Recentemente sono stati pubblicati studi che hanno dimostrato che i sistemi di riconoscimento facciale sviluppano un pregiudizio razziale, perché addestrati su set di immagini di volti principalmente caucasici.

Da esperti di tecnologie vocali ci siamo chiesti se vi era questo tipo di bias anche nei motori di ricerca vocale.

Ora un nuovo studio americano ha scoperto che anche i sistemi di riconoscimento vocale delle grandi aziende tecnologiche presentano questo tipo di pregiudizio.

I ricercatori hanno sottoposto ai sistemi di riconoscimento vocale quasi 20 ore di interviste trascrivendo 42 interviste effettuate da bianchi e 73 da neri. Il tasso di errore medio per gli intervistati bianchi era del 19%, mentre per gli intervistati neri era del 35%.

Si ripropone dunque quanto successo per il riconoscimento facciale in cui vengono identificate erroneamente in percentuale più alta le persone con tonalità della pelle più scure.

Ciò è dovuto al fatto che i set di dati sui quali vengono effettuati i campionamenti è fornito prevalentemente da bianchi.

Il sistema di Microsoft ha ottenuto il miglior risultato complessivo, con un tasso di errore del 15% per gli le registrazioni effettuate da bianchi e il 27% per quelle effettuate da neri. Apple ha registrato i risultati peggiori, con un tasso di errore del 45% per i neri e il 23% per i bianchi.

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